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Dalle presenze alle buste paga senza ricopiare: l’export Excel/CSV

Aggiornato il 5 ottobre 2026A cura del team HelpwebnetLettura: 4 minuti

A fine mese ilmiolavoro.it genera un file Excel o CSV con ore ordinarie, straordinari, assenze e causali di ogni dipendente, pronto per chi elabora le buste paga. Nessuno ricopia i dati a mano, ogni correzione resta nel registro delle modifiche e il file si può rigenerare se cambia qualcosa.

In breve
  • Un file per mese con ore ordinarie, straordinari e assenze con causale di ogni dipendente.
  • Excel per controllare, CSV per importare nei software paghe.
  • Chiusura del mese in cinque passi, con correzioni tracciate.
  • Le prestazioni per cliente o commessa si esportano a parte, per fatturazione e rendiconti.
Donna alla scrivania che lavora al portatile con un calendario mensile sullo schermo e documenti accanto
A fine mese le presenze diventano un file Excel o CSV per chi elabora le buste paga.

Cosa contiene l’export

L’export mensile raccoglie, per ogni dipendente e per ogni giorno, i dati che servono a compilare il calendario presenze del Libro Unico del Lavoro e a calcolare la busta paga. Un esempio di struttura, con dati inventati:

MatricolaDipendenteDataOre ordinarieStraordinarioCausale assenzaOre assenza
0012Bianchi Laura01/10/20268,000,00
0012Bianchi Laura02/10/20268,001,50
0012Bianchi Laura05/10/20260,000,00Ferie8,00
0027Coppola Marco01/10/20266,000,00Permesso2,00

Accanto al dettaglio giornaliero serve quasi sempre un riepilogo mensile per persona: totale ore ordinarie, totale straordinari, giorni lavorati e ore di assenza divise per causale. Le causali sono il punto più delicato: devono corrispondere a quelle che usa chi elabora le paghe, altrimenti qualcuno dovrà ricodificarle a mano.

Se registri anche le prestazioni per cliente o commessa, puoi esportarle in un file separato per la fatturazione o il rendiconto al committente.

Excel o CSV: quale scegliere

Excel (.xlsx)CSV
Per chi èPer chi legge e controlla i dati a occhioPer chi importa i dati in un software paghe
VantaggiFormattazione, più fogli, si apre con un doppio clicFormato semplice, accettato da quasi tutti i programmi di importazione
Attenzione aNon usarlo come base per correzioni a mano dopo l’invioSeparatore (punto e virgola o virgola), decimali con la virgola, codifica dei caratteri accentati

Una regola pratica: Excel per il controllo interno, CSV per l’importazione. Se chi elabora le paghe usa un tracciato di importazione particolare, mandaci un file di esempio: verifichiamo insieme come ottenerlo dal gestionale.

Il flusso di fine mese, passo per passo

  1. Chiusura del mese. Il responsabile controlla che non manchino timbrature: giornate senza uscita, assenze senza causale.
  2. Verifica con i lavoratori. I dubbi si chiariscono ora, non a buste paga già fatte.
  3. Correzioni tracciate. Ogni correzione resta nel registro delle modifiche, con chi l’ha fatta e quando. Se domani qualcuno chiede perché un orario è cambiato, la risposta c’è.
  4. Export. Scarichi il file Excel o CSV del mese.
  5. Invio a chi elabora le paghe. Con un margine sufficiente rispetto alla scadenza del LUL, che per ogni mese va compilato entro la fine del mese successivo (art. 39, comma 3, DL 112/2008).
Nota. Dopo l’export le presenze si possono ancora correggere: succede, per esempio, con un certificato di malattia arrivato in ritardo. Anche queste modifiche restano nel registro; in quel caso basta rigenerare l’export e segnalare la variazione a chi elabora le paghe.

Gli errori che si evitano

Errore tipicoPerché succede con fogli e fileCosa cambia con l’export
Ore ricopiate maleI dati vengono ribattuti a mano da un foglio all’altroNessuna ricopiatura: il file nasce dalle timbrature
Causali sbagliate o mancantiOgnuno scrive «ferie», «FE», «fer.» a modo suoLe stesse causali per tutti, concordate una volta con chi elabora le paghe
Giorni mancantiUn foglio non è arrivato o una riga è stata saltataLe timbrature nascono al momento e il responsabile verifica il mese prima dell’export
Doppie versioniCircolano più file dello stesso meseUn solo dato di partenza, export rigenerabile
Correzioni invisibiliUn orario cambiato in un file non lascia tracciaOgni modifica è nel registro

Se oggi lavori con un foglio di calcolo, la guida al foglio presenze in Excel include un modello gratuito e spiega quando conviene passare a un gestionale. Per il quadro normativo completo, leggi cosa dice la legge sulla rilevazione delle presenze. Lo stesso export vale per chi lavora da casa: ne parliamo nella pagina sulle presenze in smart working del nostro progetto dedicato.

Domande frequenti

L’export si adatta al formato di chi elabora le paghe?

L’export esce in Excel o CSV. Se chi elabora le paghe usa un tracciato di importazione particolare, mandaci un file di esempio: verifichiamo insieme come ottenerlo.

Posso esportare anche le prestazioni?

Sì: le prestazioni per cliente o commessa si esportano in un file dedicato, utile per la fatturazione o il rendiconto al committente.

Dopo l’export si possono ancora modificare le presenze?

Sì, ma ogni modifica resta tracciata nel registro delle modifiche, con chi l’ha fatta e quando. Basta rigenerare l’export e segnalare la variazione.

Entro quando devono arrivare le presenze a chi fa le buste paga?

Dipende dagli accordi con chi elabora le paghe. Il limite di legge è la compilazione del Libro Unico del Lavoro entro la fine del mese successivo; nella pratica le presenze servono molto prima, per pagare gli stipendi nei tempi previsti.

Mandaci un file paghe di esempio

Nella demo gratuita ti mostriamo come le presenze del mese diventano un file pronto per chi elabora le buste paga.

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Fonti: DL 112/2008, art. 39 (Normattiva)