Foglio presenze in Excel: modello gratuito e i limiti da conoscere
Un foglio presenze in Excel va bene per pochi dipendenti con orari regolari: calcola ore, straordinari e assenze del mese ed è facile da mandare a chi elabora le paghe. Qui puoi scaricare gratis un modello pronto, senza registrazione. Il suo limite principale è che non dimostra chi ha modificato cosa: quando le persone crescono o devi rendicontare ore a un cliente, serve altro.
- Modello .xlsx gratuito, senza macro e senza email: un foglio per dipendente al mese, totali e causali automatici.
- Lo straordinario è calcolato in modo semplice sulle ore giornaliere: adattalo al tuo contratto collettivo.
- Limiti di Excel: modifiche senza traccia, versioni multiple, formule rotte, prova debole in caso di contestazione.
- L’obbligo resta il calendario presenze del LUL: il foglio Excel è solo lo strumento di raccolta.

Scarica il modello gratuito
Il modello è un file .xlsx senza macro, che si apre con Excel, LibreOffice Calc e Fogli Google. Non chiediamo email né registrazione e puoi usarlo e modificarlo liberamente, anche in azienda.
| Foglio | Cosa contiene |
|---|---|
| Istruzioni | Come compilarlo in cinque passi e cosa sapere sui limiti del calcolo |
| Presenze | Un mese per dipendente: data e giorno automatici, entrata, uscita, pausa, ore lavorate, ore ordinarie, straordinario, causale e ore di assenza, note, firme |
| Causali | Codici di assenza di esempio (ferie, permessi, malattia, infortunio, congedi, legge 104, festività, assenze non retribuite) da allineare a quelli di chi elabora le paghe |
Scarica il modello Excel (.xlsx)
In fondo al foglio Presenze i totali si calcolano da soli: ore lavorate, ordinarie, straordinari, ore di assenza, giorni con presenza e il riepilogo delle assenze per causale. Sono le voci che servono a chi compila il calendario presenze del Libro Unico del Lavoro.
Come compilarlo: un esempio
- Una copia per persona e per mese. Duplica il foglio Presenze (tasto destro sulla linguetta, «Sposta o copia») e rinominalo, per esempio «Rossi-ottobre».
- Le celle gialle in alto. Nome, mese in numero (10 per ottobre), anno e ore giornaliere da contratto, per esempio 8.
- Entrata e uscita nel formato 08:30. Aggiungi i minuti di pausa non retribuita. Se Mario entra alle 8:30, esce alle 18:30 e fa un’ora di pausa, il foglio calcola 9 ore: 8 ordinarie e 1 di straordinario.
- Le assenze con la causale. Scegli il codice dal menu a tendina (FE per ferie, MA per malattia…) e scrivi le ore.
- Firma e invio. A fine mese controlla i totali, fai firmare il lavoratore, salva una copia in PDF e mandala a chi elabora le paghe.
I limiti di Excel da conoscere
Excel è un ottimo strumento di calcolo, ma non è nato per registrare le presenze. I problemi tipici:
| Problema | Cosa succede in pratica |
|---|---|
| Modifiche senza traccia | Chiunque apra il file può cambiare un orario e nessuno saprà chi, quando e perché |
| Versioni multiple | «Presenze_def», «Presenze_def2», «Presenze_ultima»: quale è stata mandata alle paghe? |
| Formule rotte | Una cella sovrascritta per errore e il totale del mese è sbagliato senza che nessuno se ne accorga |
| Compilazione tardiva | Spesso le ore si scrivono a fine settimana o a fine mese, a memoria |
| Valore come prova | In caso di contestazione su straordinari o assenze, un file modificabile senza traccia è una prova debole |
| File danneggiati | Un file corrotto o non salvato può far perdere un mese di dati |
Per l’ultimo punto, se ti capita, c’è una guida pratica su come recuperare un file Excel non salvato o danneggiato. Per gli altri, la soluzione non è un Excel più complicato, ma un registro in cui ogni dato nasce al momento e ogni correzione resta visibile.
Cinque segnali che è ora di cambiare
- Più sedi o persone fuori sede. I file arrivano da posti diversi, in formati diversi, in ritardo.
- Ore da rendicontare a un cliente. Se devi dimostrare a un committente quante ore hai lavorato per lui, servono presenze e attività collegate: è il tema delle prestazioni.
- Correzioni frequenti. Se ogni mese si «sistemano» orari, prima o poi qualcuno chiederà chi li ha cambiati.
- Il personale cresce. Oltre le 10-15 persone, secondo la nostra esperienza, il tempo speso a raccogliere e ricontrollare i file diventa un costo vero.
- Le paghe ricopiano a mano. Se chi elabora le buste paga deve ribattere i dati, ogni mese si moltiplicano gli errori.
Dal foglio Excel a un gestionale
Con ilmiolavoro.it le persone timbrano da telefono, tablet o PC, le ore si sommano da sole e ogni correzione finisce nel registro delle modifiche. A fine mese scarichi un file Excel o CSV pronto per le paghe, come spieghiamo nella pagina sull’export delle presenze. Se hai già uno storico in Excel, raccontaci com’è fatto: valutiamo insieme se e come portarlo nel gestionale.
Domande frequenti
Il foglio presenze Excel ha valore legale?
È uno strumento di raccolta dei dati: l’obbligo di legge riguarda la registrazione nel calendario presenze del Libro Unico del Lavoro. In caso di contestazione conta l’affidabilità del dato, e un file che si modifica senza lasciare traccia è una prova debole.
Serve la firma del dipendente sul foglio?
La legge non la impone in generale, ma una firma o una conferma mensile del lavoratore rende i dati più solidi in caso di contestazione.
Posso usare il modello per più dipendenti?
Sì: crea una copia del foglio Presenze per ogni persona e per ogni mese. Le causali sono condivise da tutti i fogli.
Il modello funziona con Google Fogli o LibreOffice?
Sì, il file non contiene macro e usa solo formule standard. Se lo carichi su Google Drive, aprilo con Fogli Google.
Le presenze senza Excel
Nella demo gratuita vedi come le timbrature diventano il riepilogo mensile, con ogni correzione tracciata.
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