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Orario di lavoro: i limiti di legge che le tue presenze devono rispettare

Aggiornato il 6 ottobre 2026A cura del team HelpwebnetLettura: 6 minuti

L’orario normale è di 40 ore settimanali, ma il limite vero è un altro: la durata media non può superare 48 ore ogni sette giorni, straordinari compresi, calcolata su un periodo fino a quattro mesi (D.Lgs. 66/2003). In più servono 11 ore di riposo consecutivo ogni 24, un riposo settimanale di almeno 24 ore e una pausa quando la giornata supera le sei ore. I contratti collettivi possono precisare o derogare entro i limiti di legge.

In breve
  • Orario normale: 40 ore settimanali (art. 3).
  • Durata massima: 48 ore medie ogni 7 giorni, straordinari compresi, su un periodo di riferimento fino a 4 mesi (art. 4).
  • Riposo giornaliero: 11 ore consecutive ogni 24 (art. 7).
  • Pausa: se la giornata supera le 6 ore; in mancanza di regole del contratto, almeno 10 minuti (art. 8).
  • Riposo settimanale: almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola la domenica (art. 9).
Due operai con casco e tuta da lavoro di spalle che camminano in un grande capannone industriale
Le 48 ore sono una media: si controllano su settimane e mesi, non sul singolo giorno.

La tabella dei limiti

LimiteRegolaArticolo del D.Lgs. 66/2003
Orario normale40 ore settimanali; i contratti collettivi possono prevedere una durata minore e riferirla alla media su un periodo fino a un anno3
Durata massima settimanale48 ore medie per ogni periodo di 7 giorni, straordinari compresi4
Periodo di riferimento della mediaNon oltre 4 mesi; i contratti collettivi possono portarlo a 6 o, per ragioni obiettive, a 12 mesi4
Cosa non entra nella mediaFerie e malattia; gli straordinari compensati con riposi, in alcuni casi6
StraordinarioVa contenuto; senza disciplina collettiva, solo con accordo tra le parti e non oltre 250 ore l’anno5
Riposo giornaliero11 ore consecutive ogni 24, salvo attività con periodi di lavoro frazionati o regimi di reperibilità7
PausaSe la giornata supera 6 ore; durata e modalità dal contratto collettivo, altrimenti almeno 10 minuti8
Riposo settimanaleAlmeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola la domenica, cumulate con il riposo giornaliero; calcolate come media su un periodo non superiore a 14 giorni9
Lavoro notturnoL’orario dei lavoratori notturni non può superare in media le 8 ore nelle 2413

Il contratto collettivo applicato è la seconda fonte da leggere: molte regole (durata della pausa, periodo di riferimento, deroghe al riposo con riposi compensativi) sono lasciate ai contratti.

Esempi di calcolo

La media delle 48 ore su quattro mesi

Un magazziniere lavora 52 ore a settimana per 8 settimane durante un picco di lavoro, poi 40 ore per le 9 settimane successive. Su 17 settimane: (52 × 8 + 40 × 9) ÷ 17 = (416 + 360) ÷ 17 = circa 45,6 ore medie. Il limite di 48 è rispettato, anche se in alcune settimane è stato superato. Se le settimane a 52 ore fossero state 14 su 17, la media sarebbe stata circa 49,9 ore: oltre il limite.

Nota. Ferie e malattia non entrano nel calcolo della media (art. 6). Nell’esempio, se una delle settimane a 40 ore fosse di ferie, andrebbe tolta dal conteggio e la media salirebbe.

Le 11 ore di riposo con i turni serali

Una cameriera chiude il locale alle 23:30 e il giorno dopo è in turno per la colazione alle 7:00: tra le due ci sono 7 ore e mezza. Senza una deroga prevista dal contratto collettivo e i relativi riposi compensativi, il riposo giornaliero di 11 ore non è rispettato. Con il turno del mattino alle 10:30, sì.

La pausa oltre le sei ore

Un impiegato lavora dalle 8:00 alle 15:00 senza interruzioni: 7 ore. Spetta una pausa con la durata prevista dal contratto collettivo; se il contratto non la regola, almeno 10 minuti.

Gli straordinari: cosa decide la legge e cosa il contratto

Il D.Lgs. 66/2003 dice che il ricorso agli straordinari deve essere contenuto e lascia ai contratti collettivi le modalità. Se non c’è una disciplina collettiva applicabile, lo straordinario è ammesso solo con l’accordo tra datore di lavoro e lavoratore e non oltre 250 ore l’anno (art. 5). In ogni caso le ore di straordinario contano nel limite delle 48 ore medie. Nel libro unico del lavoro le ore di straordinario vanno indicate in modo specifico (D.L. 112/2008, art. 39).

Come accorgersene in tempo dalle presenze

I limiti di orario si controllano solo se le presenze sono complete e affidabili. Un metodo semplice, che funziona con qualsiasi sistema che esporti i dati:

  1. Ogni settimana esporta le ore per lavoratore e guarda chi ha superato le 48 ore nella settimana: non è ancora un problema, ma va seguito.
  2. Ogni mese aggiorna la media mobile sul periodo di riferimento del tuo contratto collettivo (di norma 4 mesi), togliendo ferie e malattia.
  3. Per i turni controlla la distanza tra l’uscita di un giorno e l’entrata del giorno dopo: sotto le 11 ore serve una ragione prevista dal contratto.
  4. Per le pause verifica le giornate sopra le 6 ore senza interruzioni registrate.

Con ilmiolavoro.it le presenze si esportano in Excel o CSV e ogni correzione resta nel registro delle modifiche: due condizioni per fare questi controlli su dati di cui ti puoi fidare. Sull’obbligo di registrare l’orario vedi anche la guida la rilevazione delle presenze è obbligatoria?, che parte dalla sentenza della Corte di giustizia UE C-55/18.

Per chi lavora da remoto, orari e riposi si intrecciano con l’accordo di lavoro agile: smart-working.me ne parla nella pagina sulle presenze in smart working.

Vuoi parlarne prima? Chiamaci allo 081 1818 7885 o scrivi a ilmiolavoro@helpwebnet.com.

Domande frequenti

Quante ore si possono lavorare a settimana?

La durata media non può superare 48 ore per ogni periodo di sette giorni, straordinari compresi, calcolata su un periodo di riferimento non superiore a quattro mesi, che i contratti collettivi possono estendere fino a sei o dodici mesi.

Quanto riposo spetta tra un turno e l’altro?

Almeno 11 ore consecutive ogni 24, salvo le attività con periodi di lavoro frazionati durante la giornata o regimi di reperibilità e le deroghe previste dai contratti collettivi.

Quando spetta la pausa?

Quando la giornata di lavoro supera le sei ore. Durata e modalità le stabilisce il contratto collettivo; se non lo fa, la pausa deve essere di almeno dieci minuti.

Quante ore di straordinario si possono fare in un anno?

Lo stabiliscono i contratti collettivi. Se non c’è una disciplina collettiva applicabile, lo straordinario richiede l’accordo tra le parti e non può superare 250 ore l’anno; in ogni caso conta nel limite delle 48 ore medie.

Le ferie entrano nel calcolo della media?

No: i periodi di ferie e di malattia non si considerano nel calcolo della media delle 48 ore (D.Lgs. 66/2003, art. 6).

Vedi il riepilogo ore di un mese

Nella demo gratuita ti mostriamo l’export delle presenze e come usarlo per controllare orari e riposi.

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Fonti: D.Lgs. 66/2003, artt. 3-9 e 13 (Normattiva) · D.L. 112/2008, art. 39 (Normattiva) · Corte di giustizia UE, C-55/18 (Curia)